Territorio
Geologia
Clima
Fauna
Flora
Servizi
Hotel
Ristoranti
Agriturismo
Appartamenti
 

Sardegna cento orientale.
L'area racchiude terreni che illustrano tramite le caratteristiche litologiche, strutturali ed evolutive e gli aspetti morfologici - e quindi paesaggistici - le vicende storiche paleozoiche e mesozoiche della Sardegna.
1)
un basamento costituito da rocce di età paleozoica, deformate e metamorfosate durante l'Orogenesi Ercinica e successivamente, intruse da granitoidi durante gli stadi terminali di tale orogenesi;
2) le coperture sedimentarie del basamento, costituite da rocce essenzialmente carbonatiche di età mesozoica.In posizione stratigrafica compresa tra il basamento e le coperture si rinvengono anche lembi di depositi sedimentari continentali, di età Stefano-Autuniana, che nonostante la loro limitata estensione, hanno rivestito notevole importanza sia nelle ricostruzioni geologiche, che in campo economico per la presenza di carbone fossile. Al di sopra delle coperture sedimentarie mesozoiche mancano, invece, le estese coltri di vulcaniti cenozoiche presenti in tutta la Sardegna occidentale.Anche i basalti plio-quaternari, espressione del più recente ciclo vulcanico della Sardegna, sono poco rappresentati (solo piccoli affioramenti nei dintorni di Dorgali).
Le peculiarità geologiche di interesse naturalistico, economico e scientifico presenti all'interno dell'area, mostrano essenzialmente il dualismo basalto/coperture mesozoiche. Questo dualismo si manifesta soprattutto in un primo impatto visivo con morfologie contrastanti:" aspre e con versanti prossimi alla verticale nelle coperture calcaree;
" morbide e con versanti caratterizzati da modesta acclività nelle rocce metamorfiche del basamento.
Questo contrasto morfologico è quindi solo l'espressione più evidente delle diversità litologiche e strutturali tra basamento e coperture, che però si riflettono anche in una differente distribuzione
" dei giacimenti minerari,
" delle aree di interesse paleontologico
" delle risorse idriche.
Saranno quindi di seguito brevemente descritti due principali complessi geologici da cui, come si è visto, derivano aspetti rilevanti dell'area.

Il Basamento Ercinico

Il Basamento Ercinico della Sardegna costituisce un segmento della vasta catena Ercinica europea collocato nell'attuale posizione in seguito a vicende geodinamiche di età cenozoica.
Al suo interno vi si possono riconoscere:
" una zona esterna, meno deformata e con metamorfismo di grado molto basso, che occupa la Sardegna sud-occidentale;
" una zona a falde, caratterizzata dalla sovrapposizione di unità tettoniche in cui si ripete una successione sedimentaria e vulcanica paleozoica affetta da metamorfismo di basso grado, che occupa la Sardegna centrale e sudorientale;
" una zona assiale a forte componente granitica, costituita da rocce metamorfiche di grado intermedio-alto che occupa la parte settentrionale dell'isola.
L'area di studio appartiene totalmente alla zona a falde; vi si riconoscono diverse falde di ricoprimento:
" l'Unità di Meana Sardo affioranti nei limiti sud-occidentali dell'area e
" le Unità del Gennargentu; queste ultime, in particolare, occupano la posizione strutturale più elevata nell'edificio orogenico della Sardegna Centrale.
L'unità di Meana affiora in alcune finestre tettoniche al di sotto delle unità del Gennargentu nella zona del Monte Tonneri e a Funtana Raminosa vicino Gadoni nei limiti sud-occidentali dell'area.
Quest'unità è costituita da una successione che dal basso verso l'alto comprende:
" metarenarie in facies torbiditica di età cambro-ordoviciana (formazione delle arenarie di Solanas);
" un complesso metavulcanico costituito da termini a composizione da riolitica fino ad andesitica e basaltica riferiti all'Ordoviciano medio (formazioni di Manixeddu, Monte Corte Cerbos e Serra Tonnai);
" metarenarie dell'Ordoviciano sup. ricche di resti fossili di brachiopodi, crinoidi e briozoi;
" filladi grafitose nere, che in alcuni affioramenti conservano ancora resti di graptoliti del Siluriano;
" metacalcari e - nelle aureole di contatto con le intrusioni principali - marmi di età devonica con rari resti di crinoidi e condonti.
Le unità del Gennargentu costituiscono la quasi totalità del basamento metamorfico dell'area; l'intensa deformazione cui sono state sottoposte ed anche il metamorfismo di grado sensibilmente più elevato rende problematica in quest'unità la ricostruzione di una successione confrontabile con quella dell'Unità di Meana Sardo.
Tuttavia è stato possibile correlare le potenti successioni di metarenarie torbiditiche, un tempo definite come Postgoladiano Auctt. con le arenarie cambro-ordoviciane della formazione delle arenarie di Solanas. Il Postgoladiano rappresentato da filladi sericitiche ricche di rods quarzosi è la formazione dominante nella zona centrale dell'area.
La sfaldabilità e l'erodibilità dei litotipi che lo compongono è la ragione prima delle morfologie addolcite che caratterizzano rilievi come Pta. Lamarmora o Bruncu Spina, rilievi che rappresentano le massime altezze dell'isola.
La maggiore differenza tra l'Unità di Meana e le successioni delle falde del Gennargentu consiste nella scarsità, o quasi totale assenza, delle metavulcaniti dell'Ordoviciano medio che caratterizza queste ultime. Le successioni metamorfiche descritte sono inoltre state intruse da vari corpi granitoidi in concomitanza con la tettonica estensionale legata al collasso della catena Ercinica.
Le varie intrusioni affiorano al di sotto delle rocce metamorfiche in vaste aree dell'Ogliastra, alla base delle coperture mesozoiche del Supramonte lungo l'Orientale Sarda, nella Barbagia di Ollolai al di sotto delle coperture metamorfiche del Gennargentu, occupando quasi tutto il territorio dei comuni di Tiana, Fonni, Orgosolo e le aree meno elevate del territorio di Oliena. Si tratta in particolare di intrusioni a composizione prevalentemente granodioritica-monzogranitica e, subordinatamente, tonalitica.

L'area costiera

L'ambiente costiero

La particolare forma della Sardegna con linee di costa quasi parallele tra loro, mostra chiaramente quanto le forme strutturali abbiano prevalso sull'evoluzione delle sue coste. L'andamento degli strati, la scistosità delle rocce, la presenza di filoni e di pieghe e le fenomenologie vulcaniche hanno dato origine a tratti di costa differenti, che in territorio di Dorgali, si alternano frequentemente nel paesaggio costiero, In particolare, diverse fratture hanno dislocato i terreni delle varie Ere creando delle linee di costa a falesia con strapiombi continui e profondi.
L'insenatura del Golfo di Orosei fa parte di questa tipologia; l'intero golfo è, infatti, costituita da affioramenti calcarei del Mesozoico, prevalentemente alti e strapiombanti su acque profonde, incise e modellate da codule, forre, grotte e caverne, in un susseguirsi di salti scoscesi ed elevati da poche decine a diverse centinaia di metri. E' questa la parte terminale del Supramonte di Baunei, che con un immenso piano inclinato si protende verso il Tirreno. Questi affioramenti sono interrotti solo da poche spiagge di cui le più importanti, Cala Ilune e Cala Sisine, rappresentano la parte terminale delle omonime codule.

Le coperture mesozoiche

Le coperture mesozoiche sono rappresentate da una successione in prevalenza carbonatica che inizia con depositi clastici di ambiente continentale, marcanti in tutta l'area la trasgressione marina avvenuta nel giurassico medio. Dove la successione mesozoica depostasi in seguito a tale trasgressione è completa, affiorano con continuità terreni che vanno dal Bathoniano (Giurassico medio) sino al Maastrichtiano (Cretaceo Terminale), con un'importante lacuna di sedimentazione in seguito all'emersione della piattaforma carbonatica che comprende quasi tutto l'Albiano (Cretaceo medio). Lo spessore massimo dell'intera successione mesozoica, valutabile solo nel Supramonte, supera i mille metri. Le litofacies dominate da dolomie, da calcari organogeni e oolitici e da marne, documentano, insieme alle biofacies, la presenza di una piattaforma carbonatica di mare aperto e relativamente poco profondo sino al Cretaceo medio, approfonditasi dal Cretaceo Superiore.
Le formazioni distinte nelle coperture mesozoiche sono in gran parte ancora informali; verranno quindi da seguito solo brevemente descritte:
- la Formazione di Genna Selole, il cui affioramento tipico si trova nel Supramonte di Baunei, è costituita da conglomerati, arenarie e argille spesso lignitifere di ambiente continentale ricche di resti vegetali e di età bajociana (Giurassico medio);
- la Formazione di Dorgali, affiora estesamente in tutta l'area costituendo l'ossatura dei rilievi carbonatici. Si tratta di dolomie arenacee in banchi potenti fino a qualche metro con modeste intercalazioni calcaree ricche di echinodermi, brachiopodi, ammoniti e belemniti. La sua età è riferita al Bathoniano-Kimmeridgiano (Giurassico medio);
- la Formazione di M.te Tului, costituita da calcari micritici, calcareniti oolitiche e bioclastiche affiora solo nel Supramonte di Dorgali e Baunei, contiene amoniti, brachiopodi ed echinodermi; la sua età è la stessa della formazione precedente di cui è in parte eteropica;
- la Formazione di M.te Bardia, affiora estesamente nel Supramonte ed è costituita da calcari di scogliera massivi in cui si riconoscono ancora coralli in posizione di crescita, e da calcareniti organogene. Questa formazione esprime un paleoambiente di mare basso soggetto a locali emersioni (testimoniato anche da impronte di dissecamento osservabili a Lainato); l'età è riferibile al Giurassico medio-Cretaceo inferiore;
- discordanti sopra le due ultime formazioni poggiano calcari, calcari marnosi, marne e arenarie torbiditiche di ambiente pelagico riferite al Cretaceo medio e superiore. Il loro areale di affioramento è lo stesso della formazione precedente.

Sopra queste successioni mesozoiche poggiano in discordanza conglomerati i cui clasti derivano dal rimaneggiamento delle formazioni finora descritte e, in minor misura dal basamento ercinico. Sebbene la loro età sia da riferire al Cenozoico sono qui descritti insieme alle coperture mesozoiche perché né condividono le vicende formative e quindi contribuiscono a formare un unico insieme morfostrutturale. Si tratta di conglomerati a cemento carbonatico, megabrecce e arenarie di ambiente continentale che rappresentano depositi sintettonici, cioè contemporanei alla tettonica trascorrente cenozoica.
Le coperture cenozoiche presentano quindi due aree morfologiche prevalenti con caratteri molto contrastanti tra loro: nella prima, dove le successioni sono più complete, ci sono morfologie molto accidentate con strati molto inclinati e talora rovesciati direttamente riconducibili alle strutture deformati ve legate alla tettonica cenozoica; nella seconda più meridionale, dove le coperture non hanno subito piegamenti ma solo sollevamenti in blocco conservando una giacitura sub-orizzontale, ci sono morfologie tabulari.
Come principale conseguenza il Supramonte nel primo caso offre caratteristiche paesaggistiche movimentate dove dorsali curvilinee, parallele alle faglie principali, si alternano a zone depresse rispondenti a nuclei di sinclinali; mentre nel settore meridionale le coperture mesozoiche costituiscono modesti altopiani calcarei (Tacchi) o rilievi, testimoni isolati, che spiccano dal basamento sottostante

Inquadramento Geomorfologico

L'area s'inserisce nel quadro delle strutture montane della costa centro-orientale sarda, con un territorio posto ad un altitudine media superiore ai 250 m. Le montagne sono calcaree in tutta la fascia di territorio di Dorgali che va dal mare al S.S. 125; sono invece granitiche e porfiroidi nelle zone di Santa Maria Navarrese e Baccu Ertili.
Tutto il territorio è solcato da valli anguste e profonde, dette localmente codule, che sfociano a mare interrompendo le pareti calcaree costiere, in un paesaggio connotato da rupi, falesie, profonde gole, doline e inghiottitoi. Dominante è l'altipiano carsico del Supramonte di Baunei, ad un'altitudine media fra i 600 - 700 m. Questa ampia zona è coronata nel versante a mare dalle cime di Orrolotzi, Ginnircu, Nortorei, Trattasu e Narbone. Il ciglio verso la valle interna è invece dominato dalle punte di Bitzicoro e Doloscaccoro. Entrambe svettano ben oltre gli 800.
Il territorio considerato è caratterizzato da diversi litotipi dai quali derivano morfologie distinte: vi figurano, infatti, ben rappresentati scisti cristallini, graniti e porfidi del substrato cristallino antico, calcari giuresi, basalti del pleistocene, alluvioni recenti e detriti di falda olocenici. Gli scisti sono ubicati a valle dell'orientale sarda dal km 161 circa al km 153, dove si estendono ulteriormente ad est fino al confine con il comune di Triei e raggiungendo ad ovest Santa Maria Navarrese. La loro morfologia è di tipo plastico, con idrografia incisa dovuta alla limitata permeabilità del substrato.
I graniti e porfidi occupano prevalentemente la fascia occidentale del territorio, più propriamente la zona compresa tra punta Selole e punta Cocussau, in direzione nord sud, e tra Cuccuru Albu e Punta Malosa, in direzione est ovest. Qui il paesaggio presenta la classica, specie a Marghine, presenta la classica morfologia da graniti, con affioramenti massivi alternati a zone di riempimento e pendenze non eccessive dai declivi.
La maggior parte dei territori dell'area è caratterizzata da depositi sedimentari, che partendo grosso modo dal tracciato della S.S. 125 si estendono fino al mare. I calcarei mesozoici giuresi, che dalla costa si estendono ad ovest sono predominanti.
Il paesaggio è quindi nettamente connotato dalla morfologia carsica, con un ampio corredo di inghiottitoi, doline, uvale, pareti a picco sia in prossimità del mare che all'interno, dove le testate degli strati sono scoperte a causa della complessa storia strutturale che ha interessato la formazione.
Ai piedi di detti scoscendimenti si sono formati e vanno tuttora formandosi accumuli ghiaiosi; il toponimo girove o bacu che sta ad indicare questi accumuli è pertanto fra i più diffusi del territorio. All'interno della superficie dominata dai calcari giuresi, si trovano alcune effusioni basaltiche che formano i caratteristici ripiani da espandimento di rocce basiche, il maggiore dei quali è ubicato in località Golgo e Mesu, dove una colata di basalto olivinico estesa su circa 5 km ricopre il fondovalle poggiando direttamente sul calcare organogeno.
I bacini idrogeologici più importanti sono quelli del rio Codula di Ilune, Codula di Sisine, Codula de Fuili ed il complesso degli affluenti del rio Pramaera.

Ringraziamenti all'agenzia servizi al turismo naturalistico e culturale Zente. wwww.zente.it

Home Page
Archeologia
Territorio
Gastronomia
La costa
Come Arrivare
Aerei
Navi
Autobus
Autonoleggio
Informazioni
La storia
Il paese
Indirizzi Utili
Spettacoli
Arte e Cultura
Feste - Sagre
La chiesa
Link
 
Trekking
Sport
 
 

                                                       

 

Cala Gonone.   Copyright®  New Age Internet Point - Tutti i diritti riservati -P. IVA 01098800913